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Talks

Camilla Bellini

Non ci dev’essere un’arte staccata dalla vita: cose belle da guardare, cose brutte da usare.

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Giovane designer dal gusto contemporaneo e deciso, Camilla Bellini si forma all’Istituto d’Arte di Siena, sezione architettura, prima, e alla facoltà di Architettura sezione Design Industriale poi. Innamorata della cifra stilistica di Achille Castiglioni, Camilla non progetta solo interni né disegna solo prodotti. È anche l’anima e la fondatrice del fortunato blog The Diary of a Designer, spazio digitale, elegante e mai banale, che nasce dalla volontà di condividere, informare e confrontarsi sul mondo del design di qualità. 

Quando e perché ti sei avvicinata al design?
Ho frequentato l’Istituto d’arte di Siena, sezione architettura, un ambiente molto stimolante. In quarta superiore ho incontrato per la prima volta la cifra estetica di Armani, innamorandomene. E poco dopo ho scoperto anche la storica lampada Arco di Achille Castiglioni. Sono rimasta affascinata da questo mondo di eleganza e di bellezza. Alle superiori c’è stato anche il mio primo approccio alla progettazione. Poi all’università, facoltà di Architettura sezione Design Industriale, ho sviluppato la mia creatività, rendendola concreta e tangibile.

Dove trovi ispirazione per i tuoi interni e i tuoi prodotti?
Prediligo le forme e i materiali puri. Ed è da questi che mi lascio ispirare maggiormente. Per gli interni adoro le nuance tenui, accese solo da qualche tocco in contrasto. Adoro i contrasti ma solo quelli non ostentati, non violenti, quelli che sanno imporsi con eleganza. Trovo che siano un ottimo escamotage per non cadere nella banalità stilistica. Metallo, ottone, vetro, legno e marmo sono materiali a cui difficilmente riesco a dire di no nei miei progetti.

Ci racconti qualcosa del tuo personale processo creativo?
Il mio processo creativo parte da un’idea iniziale, a cui si aggiungono alcune scintille creative e un’intensa fase di ricerca. Tutto ciò che raccolgo viene a mano a mano filtrato. Mi piace pensare che tutto quello che progetto sia in relazione con l’uomo, non solo da un punto di vista funzionale ma anche da un punto di vista estetico. Voglio sempre che la forma e l’aspetto sappiano dare d’impatto un’emozione. Poi le cose devono anche funzionare, ma la bellezza non è superficialità!

Il progetto Camilla Bellini - The Diary of a Designer come nasce?
Il progetto nasce dall’incontro fra la mia esperienza nel design e quella in comunicazione di Giulia, la mia socia. The Diary of a Designer avvicina il design di qualità alle persone, traducendo in termini universali teorie, tecniche e storie che spesso sono rivolte unicamente ad una platea di esperti. Sul blog e suoi social cerchiamo di avvicinare le aziende agli utilizzatori finali, improntando sempre una narrazione di tipo esperienziale, mai eccessivamente tecnica, mai meramente commerciale. Puntiamo a una comunicazione h2h, human to human.

The Diary of a Designer è seguito sulle varie piattaforme da più di 72.000 design lovers. A cosa pensi sia dovuto questo successo?
Non lo reputo ancora un vero successo, quanto un tentativo di colmare un gap importante fra appassionati e realtà aziendali. Sono i valori delle aziende a fare la differenza. E con il mio progetto me ne faccio carico. Le persone probabilmente apprezzano il tono emozionale che utilizzo, il mio gusto estetico, e si fidano di chi, come me, ha deciso di adottare un approccio più paritario, da persona a persona. Credo che la coerenza e la cura dei contenuti siano state la variabile vincente, anzi diciamo pure che sono proprio la base del rapporto di fiducia fra me e chi ha il piacere di seguirmi.

A gennaio, sei stata la rappresentante dell’Italia nella Discovery Jury di
Maison&Objet. Ci racconti questa esperienza? Hai un aneddoto, un’emozione da condividere?

Maison&Objet è stata un’esperienza incredibile. Rappresentare il proprio paese in un contesto internazionale così importante carica il proprio lavoro di responsabilità. Significa anche che gli sforzi quotidiani sono stati notati e il tuo lavoro è stato apprezzato. M&O è stato di sicuro uno sprone per migliorare ulteriormente la qualità di ciò che faccio. E poi mi ha anche consentito di fare il pieno di design, sotto tutti i punti di vista, non ultimo l’incontro con alcuni nomi celebri. Mi riferisco soprattutto a Luca Nichetto, Rossana Orlandi e Giulio Cappellini, ai quali ho raccontato il tipo di approccio che caratterizza la mia comunicazione in rete. Per quanto riguarda l’aneddoto, posso solo accennare ad una scommessa che ho fatto (e vinto!) con un membro del mio team. Ma non posso aggiungere altro.

Il design secondo Camilla Bellini…?
Il design è la perfezione di ogni dettaglio che crea l’armonia dell’insieme. Niente è lasciato al caso nel design di qualità.

Cosa significa essere una giovane designer oggi?
Il design è un mondo piuttosto saturo, tuttavia l’atmosfera competitiva fa da filtro e premia la qualità. Essere designer significa essere curiosi, essere attenti agli stimoli e prendere una posizione. Significa saper scegliere la propria linea creativa tra un’infinità di opinioni diverse.
Il design è anche la capacità di scrutare le persone e le loro esigenze, anche emotive. 

Se dovessi citare un’icona del design che vorresti aver disegnato, quale
sceglieresti?

Senza alcun dubbio la lampada Arco di Castiglioni. Un capolavoro senza tempo. Proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita di Achille Castiglioni, celebrato con la mostra 100x100 Achille.

Se dico Salone del Mobile.Milano, a cosa pensi?
Penso ad una settimana intensa, stimolante. Penso alla creatività che prende forma negli spazi metropolitani della città. Penso alla molteplicità di prodotti, idee e persone che si incontrano.
Quest’anno sono curiosa di scoprire il progetto di Carlo Ratti, che indagherà la progettualità green negli spazi interni delle case.

Hai mai partecipato al SaloneSatellite? Cosa pensi di questa manifestazione?
È una manifestazione importante, non a caso giunta al suo ventesimo compleanno. Di certo è un valido punto di incontro tra aziende affermate e astri nascenti. Un ottimo trampolino di lancio per i progettisti under 35.

Quali sono i progetti per il futuro per te e il tuo blog/brand?
È una bella domanda, perché abbiamo veramente tanti progetti in cantiere per il mio blog e per tutto l’ecosistema editoriale che abbiamo creato. Con il mio team agiamo sempre con cautela quando si tratta di lanciare una notizia importante che ci riguarda. Posso solo anticipare che ci saranno tante novità sul web, ma non solo. Non vi resta che seguirmi per sapere che cosa accadrà