Salone WorldWide Moscow

DESIGN E DINTORNI

DesignMiami/ at Art Basel 2018

di Matteo Pirola. A lato rispetto a quel Tempio Commerciale dell'Arte Contemporanea che è Art Basel, DesignMiami si propone, ogni anno, di presentare quello che per alcuni è un paradosso, per altri un teorema ovvero l'unione/separazione tra arte e design. Se il design non è più (solo) prodotto, tanto meno industriale, ma è soprattutto la scoperta di un processo creativo sempre rinnovabile, non c'è dubbio che questo teorema trovi, qui a Basilea, innumerevoli dimostrazioni. 

Per gli appassionati e i collezionisti, tanto modernariato e tanto lusso, come sempre, ma anche alcune novità che stimolano la ricerca e la riflessione su cosa possa essere oggi “design” e come possa essere considerato “cosa unica” con l'arte contemporanea. 


Tra le cose notate e annotate, ecco alcuni highlight.


Tanta Italia è presente quest'anno, con le gallerie, ma soprattutto con gli autori.


Più di tutti Gaetano Pesce che, nello spazio maggiore, viene generosamente celebrato da Calvin Klein, per la prima volta presente in una manifestazione del genere, con una istallazione del direttore creativo Raf Simons: intorno alla ricostruzione di un originale fienile americano, cinquanta poltrone “Feltri” (Cassina) sono riproposte in edizione limitata con nuovi colori e un rivestimento dai decori tradizionali americani. Nella hall di “Design at Large”, troviamo poi la gigantesca “Sedia Portaritratti”, per conto di “Salon 94 Design” (New York) e un intero sistema di arredi del negozio per bambini “Dujardin”, progettato da Pesce in Belgio nel 1994 e qui presentato da “François Laffanour - Galerie Downtown” (Paris).


Poi c’è Gufram, un po' azienda e, in questi contesti, un po' editore, che allestisce “Disco Gufram” inondando la buia hall con luci strobo e musica dance e offrendo, in mezzo agli altri espositori, un angolo di totale svago e astrazione. Vengono  presentati (per noi milanesi RI-presentati, visto che li avevamo già visti al Fuorisalone) gli arredi disegnati da Atelier Biagetti, “ROTGANZEN e GGSV”, dedicati alle discoteche, a ricordarci un aspetto della storia Gufram che, negli anni '70, aveva una linea specializzata per questo settore. Non a caso, in contemporanea, nei dintorni, al Vitra Design Museum, è ancora in corso la mostra “Night Fever”, che vede proprio Gufram presente con gli arredi d'epoca originali e i cataloghi di quella speciale produzione “notturna”.


Ancora storia italiana con più di un omaggio dichiarato e sorprendente al maestro Achille Castiglioni, di cui quest'anno si festeggia il centenario della nascita. La galleria “Maniera” (Bruxelles), che ormai ci ha abituato a progetti molto speciali, ha chiesto ad autori eterogenei di indagare il tema dell'arredo contemporaneo. Tra loro Bijoy Jain di Studio Mumbai, gli architetti svizzeri Christ & Gantenbein, i giovani Piovenefabi, aDVVT di Ghent e soprattutto Stéphane Barbier Bouvet che propone oggetti/omaggio alle celebri lampade (Flos) “Luminator” e “Arco” dei fratelli Castiglioni (tra l’altro, nella adiacente fiera d'arte, anche Simon Starling omaggia Castiglioni con una "opera luminosa" che si rifà alla lampada “Toio”).


Curiosa la partecipazione della “Leonardo Di Caprio Foundation”, con la mostra “Endangered” dell’artista sudafricano Porky Hefer: cinque grandi arredi/sculture dedicati a specie animali in via di estinzione che la Fondazione, molto attenta alle questioni ambientali, si propone di salvaguardare.


Ma lo spazio più attraente, per candida luminosità, per omogeneità del contenuto e chiarezza delle idee, credo sia quello dedicato dalla galleria “Friedman Benda” (New York) a Nendo. La superstar giapponese presenta, come fosse una vera mostra monografica, un allestimento che ci immerge nel suo immaginario, con “Watercolor Collection” ovvero una serie di arredi in metallo, sottile e bianchissimo, derivati nel decoro dalla tecnica dell'acquarello su carta. 


Un concentrato di alta tecnologia applicata al design si trova invece nel “Digital Lab” di Zhang Zhoujie, presentato dalla Galleria “ALL” (Beijing / Los Angeles). Con il titolo “Endless Form” vengono mostrate decine di sedute prodotte a partire da un "trono tecnologico", la “Sensor Chair”, che mediante un software e appunto numerosi “sensori” registra i punti di pressione del corpo di ogni singola persona ed elabora quindi una forma perfettamente “adeguata” a quel corpo. Sorta di ergonomia tecnologica capace di produce infiniti arredi totalmente personalizzati.


Infine, nella sezione “Curio Line up”, insieme di espositori indipendenti e "curiosi" che non sono propriamente gallerie, da segnalare il progetto “Precarious” del collettivo Nouvel Limited (Mexico City): bolle di vetro si trasformano in vasi, fondendosi con un sostegno di lastre di metallo in equilibrio precario, ma capaci di restituire la giusta solidità a questo tipologia antichissima, il vaso, da sempre “luogo privilegiato” nella relazione tra arte e design.

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01. Atelier Biagetti, ROTGANZEN e GGSV, DiscoGufram
02. Gaetano Pesce - LAFFANOUR - Galerie Downtown Arredi per negozio per bambini Dujardin
03. Gaetano Pesce - Raf Simons  Calvin Klein  An Expansive International Landscape
04. Nendo - Friedman Benda Watercolor Collection
05. Nouvel Limited Precarious
06. Porky Hefer - Leonardo Di Caprio Foundation Endangered
07. Simon Starling - The Modern InstituteToby Webster Home Made Castiglioni Lamp
08. Stéphane Barbier Bouvet - Maniera Gallery Omaggio alla lampada Arco
09. Zhoujie Zhang - Gallery ALL Digital Lab's Endless Form